Noël à Paris

 “Arrivo a Parigi”

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Ph Ritz Ph Pinterest

 

Un giorno di dicembre degli anni ’50 , papà Alberto, mamma Jenny e le due figlie Anna e Maria insieme alla nonna e alla zia arrivarono per passare le festività natalizie nella grande città di Parigi.  La suite che li aspettava al grand hotel Ritz era confortevole, era una specie di mini appartamento. Appena arrivati all’ hotel cominciarono a disfare le valigie la stanza era molto calda ed accogliente c‘era un camino in mezzo alla sala da pranzo con sopra un grande orologio dorato. Le camere da letto avano una tappezzeria rossa ed oro. Ogni camera godeva un terrazzino con una vista mozzafiato di Parigi. Nel pomeriggio Alberto, portò le due bimbe in giro per la città, dovevano far acquisti per i regali di Natale. Le luci, i colori, gli addobbi che erano in giro per la città lasciarono le due bambine estasiate, era come se fossero nel paese di Babbo Natale, piccole boutique di giocattoli con splendide bambole in porcellna, case delle bambole, orsetti, soldatini, piccoli servizi da tè, vetrine piene di dolci e dolciumi di Natale.

Dietro di loro le seguivano passo passo i 3 Angeli dei tetti di Parigi che ad ogni battito di ali gli regalavano Gioia, Amore e Serenità, le tre cose principali per un Natale meraviglioso e indimenticabile. In serata tornarono in hotel per una merenda a base di tè allo zenzero e macaron.

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Ph Ritz

“Una notte magica”

Le luci di Parigi risplendevano nella notte e dopo una cena abbondante con servizio in camera, andarono tutti a letto a dormire, stanchi dal viaggio, ma felici per tutte le cose meravigliose che avevano visto. Intanto i 3 Angeli di Parigi cominciarono a lavorare e volteggire nella stanza e si unirono a loro gli Angeli del Natale passato, del Natale presente, quelli delle favole di Natale. Gli Angeli donavano a tutti, e soprattutto alle due bimbe, gioia e serenità. Natale è gioia, Natale è donare, Natale è comunione, Natale è stare tutti insieme intorno ad un tavolo. Tutti questi insegnamenti e buoni proposito furono sparpagliati in giro per la stanza e per la città con un soffio di polverina magica di Natale che hanno gli angeli nelle loro ali. Gli Angeli fecero in modo che l’albero e le calze appese fossero piene e ricolme di doni. Si narra che nei giorni antecedenti al Natale e fino al Epifania, gli Angeli e tutte le creature come le bambole, pupazzi e animali domestici riescano a parlare con gli esseri umani e specialmente con i puri di cuore.

La piccola saletta privata del albergo era piena di doni. Gli Angeli stavano ancora lavorando, e dato che si era al 23 di dicembre c’erano ancora 2 altri giorni e 2 altre notti di lavoro intenso, almeno in parte per loro, poi il resto lo dovevano fare Papà Noël e i due cani-elfo Chantal e Lara.

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“La vigilia di Natale è ormai alle porte”

 La vigilia era finalmente vicina. Tutta Parigi fremeva, la gente sembrava impazzita, tutti a far le corse per gli ultimi regali. Chi doveva preparare la tavola e la cena per il giorno seguente, chi aveva ospiti, chi stava in famiglia, chi, da quanto aveva lavorato nel mese di dicembre, il giorno di Natale avrebbe mangiato con una zuppa calda con un po’ di pane bianco inzuppato dentro, chi invece avrebbe festeggiato la sera della viglia, il giorno di Natale, e il giorno di santo Stefano. Maria e Anna non erano abituate a vedere queste cose. Dopo la guerra in Italia era tutto molto cupo, ed era da tanto che non vedevano una vigilia come si vedeva quel giorno. I loro cuori battevano all’ impazzata, tutto era meraviglioso, gli angeli continuavano a svolazzare di qua e di là luccicanti e pieni di gioia. La sera della vigilia Parigi era piena di neve, e le due bambine con i loro vestitini di velluto si infilarono le loro mantelle e andarono sul terrazzo della camera dell’hotel a vedere come si sarebbe conclusa la serata. Anna e Maria, affacciate al balcone dell’ hotel videro tutta Parigi sotto la neve. Pareva quasi che la cittá di Parigi fosse di pan di zucchero. Era tutto bianco. Gli angeli di Parigi fanno di questi miracoli.  Alberto e Jenny lasciarono le due bimbe alla nonna Palmira e la zia Bruna e andarono al gran ballo all Operà Garnier. Anna e Maria andarono alla messa di mezzanotte con la zia e la nonna alla cattedrale di Notre-Dame. Dentro la chiesa c’era un grande presepe proprio in stile parigino, le stelle di Parigi brillavano e Babbo Natale stava arrivando con la sua slitta e le sue renne.

  “L’ arrivo di Santa Claus”

Quella notte Babbo Natale passò dal Ritz e portò un’infinità di regali a tutta la famiglia. Giocattoli, gioielli  e tante altre cose meravigliose. La famiglia si sedette a tavola, che era apparecchiata in modo stupendo tutta in rossa e oro  e così ebbe inizio il pranzo di Natale, l’Angelo del Natale, l’Angelo della famiglia, l’Angelo dei cuochi sopraffini, quello delle sarte e i 3 angeli di Parigi continuavano a svolazzare nell’aria e ad infondere Gioia, Amore e Serenitá.

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Nella lettera a Babbo Natale le due bambine avevano scritto che avrebbero desiderato per loro solo pace e amore e lui oltre ad averle esaudite gli aveva portato anche tanti doni. Per la strada c’ era qualche cantore che suonava e cantava le canzoni di Natale, ma dentro quella stanza c’erano risate e serenità a volontà.

“Capodanno 1951”

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Il Capodanno si stava avvicinando e per la nostra famiglia incominciavano i preparativi. Il Ritz per il Capodanno aveva organizzato una festa con ballo. Ovviamente tutti eleganti, tavola impeccabile e cena con tutte le prelibatezze prettamente parigine. Gli angeli del Natale stavano tornando a dormire ma gli Angeli di Parigi avevano chiamato in aiuto gli Angeli del nuovo anno . Gli Angeli del nuovo anno sono quelli che hanno appena ricevuto il diploma quindi diciamo sono Angeli novelli è molto giovani e portano Gioia, Serenità, Salute, Abbondanza, Eleganza e Allegria. Ovviamente la tavola e gli addobbi del Ritz senza l’aiuto degli angeli di Parigi e degli Angeli del nuovo anno non sarebbero stati gli stessi. Fu così che quella notte di Capodanno fù indimenticabile e strepitosa. Dopo l‘Epifania la famiglia montò in treno e tornò verso Firenze. Alla fine della vacanza, la famiglia grazie agli Angeli di Parigi e del Natale e quelli dell’ anno nuovo, capì che la cosa più importante che esiste sulla faccia della terra è l’amore, lo stare insieme e stare ogni giorno in pace con noi stessi perchè non si sa mai la vita cosa ci può prospettare.  Vivere la vita giornalmente gustando ogni giorno il suo sapore e godere delle cose belle è la cosa migliore che uno possa fare. Quindi cari lettori l’amore è il motore del mondo, con questo vi auguro un felice anno nuovo e soprattutto che trionfi l’amore.

Grazie a Guido Amedeo Ghiara di La soffitta magica di GA per la meravigliosa storia di Natale.

 

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4 comments

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buongiorno Roberta, molto bella questa fiaba! Parigi raccontata così è ancora più affascinante ma la conclusione…. dopo tutto questo racconto di regali, balli, abiti, tavole apparechiate con cibi sublimi quindi tutto ciò che di effimero può esserci c’ un richiamo finale all’amore che sicuramente DEVE essere l’ingrediente pricipale non solo a Natale ma tutto l’anno. Un finale a sorpresa che mi ha spiazzata ?

 
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Natale non è solo consumismo, lucine colorate, glitter e cibo.
Natale è nel cuore; è luce e amore.

 
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Roberta, che post bellissimo! Una favola di Natale che accompagnata dalle tue foto ci porta nella magia di Parigi, nello stupore dei bimbi e nel cuore di chi ama, perché il Natale è’ amore e il Capodanno e’ speranza nel nuovo.
Sognare con lo sfavillio del rosso e oro fa bene … Ci riporta bambini… Felice attesa del Natale!

 
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Felice attesa anche a te e Frank. Un abbraccio con i miei migliori auguri.

 

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